FacebookEmailCopy Link

Guida al diabete

Diario della glicemia, uno strumento utile per conoscere la propria malattia

Tempo di lettura: 5 minuti

Quando viene posta diagnosi di Diabete nuove abitudini devono entrare nella vita quotidiana di chi vuole affrontare con consapevolezza e attenzione la malattia. Una di queste è quella di tenere un diario della glicemia. Secondo le raccomandazioni della Società Italiana di Diabetologia e l’Associazione Medici Diabetologi, le persone con Diabete devono assumere un ruolo attivo nel piano di cura, formulato come un’alleanza terapeutica personalizzata tra il paziente, la sua famiglia e i membri del team diabetologico. Il piano di cura deve comprendere un programma di educazione all’autogestione del Diabete, che garantisca, tramite l’utilizzo di strategie e tecniche diversificate e personalizzate, un adeguato apprendimento delle modalità di gestione delle varie problematiche proprie della malattia. Uno strumento utile al paziente e anche al medico specialista è appunto il diario della glicemia. 

Perché controllare la glicemia

Il Diabete Tipo 2, se non controllato, può determinare danni più o meno gravi a diversi organi e tessuti. I danni causati dal Diabete sono detti complicanze e le complicanze a lungo termine del diabete includono le complicanze microvascolari (dei piccoli vasi arteriosi) come la retinopatia (che può portare danni alla vista), la nefropatia (che può compromettere la funzione renale), la neuropatia periferica (che può favorire le lesioni al piede), la neuropatia autonomica (che può dare disturbi a cuore, intestino e vescica) e quelle macrovascolari (dei grossi vasi arteriosi) con un aumentato rischio di aterosclerosi (cervello, cuore, arti inferiori). Il Diabete Tipo 2 è quindi uno dei maggiori fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, come  infarto del miocardio, ictus cerebrale e arteriopatia obliterante agli arti inferiori, generate da alterazioni delle arterie di tipo aterosclerotico a carico delle arterie con formazione di placche che restringono i vasi e sulle quali possono formarsi trombi che li possono occludere. In certi casi le complicanze sono clinicamente presenti già al momento della diagnosi, se la stessa, come purtroppo spesso ancora accade, è posta in ritardo di anni rispetto al reale inizio dell’iperglicemia.

Secondo la Società Italiana di Diabetologia (SID) le basi della cura del Diabete sono l’educazione terapeutica, la dieta, l’attività fisica e i farmaci.

Uno degli obiettivi principali nella gestione del Diabete, è quello di mantenere la glicemia il più possibile all’interno dell’intervallo di normalità nell’arco dell’intera giornata e per le persone affette da Diabete Tipo 2 di mantenere l’emoglobina glicata entro certi valori. Sul lungo termine, un insufficiente controllo della glicemia, detta iperglicemia cronica, favorisce la comparsa di complicanze. Le complicanze a lungo termine del Diabete aumentano se i valori di emoglobina glicata, e quindi della glicemia media, superano costantemente la soglia della normalità. 

I valori della glicemia

Anche se gli obiettivi del trattamento glicemico devono essere personalizzati in base al tipo di Diabete, alla lunghezza di malattia e alla terapia in corso, vi è concordanza nel mondo diabetologico nel dire che, ad oggi, gli obiettivi del controllo glicemico in media sono: un valore di emoglobina glicata inferiore al 7,0%; un valore di glicemia prima di un pasto tra 90–130 mg/dl; e dopo il pasto inferiore a 180 mg/dl.

Il controllo glicemico è un punto fondamentale della gestione della malattia. In particolare, se il Diabete Tipo 2 viene diagnosticato in giovane età è necessario un migliore controllo glicemico fin dall’esordio della malattia, che permette di evitare di incorrere precocemente in complicanze. Si pensi ad una persona ancora giovane, in una fascia d’età tra i 45-65 anni: verificare queste persone, che sono in piena attività dal punto di vista lavorativo e sociale. Il controllo glicemico, si raggiunge con il controllo domiciliare dei livelli di glucosio nel sangue, e attraverso una serie di operazioni quotidiane definite autocontrollo.

La misurazione della glicemia e la registrazione

Il livello di glucosio nel sangue può essere misurato a casa, con piccoli apparecchi elettronici, chiamati glucometri, che analizzano in breve tempo i valori glicemici su di un piccolo campione di sangue capillare. I glucometri attualmente presenti in commercio sono in grado di memorizzare i dati: questi possono essere collegati al computer o allo smartphone per elaborare statistiche sull’andamento dei valori di glucosio nella giornata o analizzarne la variabilità nel tempo e permettere un miglior controllo della glicemia pre e post prandiale.

L’importanza del diario

L’annotazione dei valori di glicemia in autocontrollo, degli esami del sangue periodici, delle abitudini alimentari e dell’attività fisica, è una pratica molto utile per la persona con Diabete. Prima di tutto costituiscono un documento importante per il medico che può valutare l’andamento della malattia e l’effetto dei farmaci. L’analisi e la discussione dei dati registrati possono portare ad un piano terapeutico personalizzato. Ma sono anche un momento importante di riflessione sul proprio stato di salute e sulla gestione della malattia nel quotidiano. 

Compilare un diario giornaliero significa quindi annotare su un’agenda o sul proprio computer:

-i valori della glicemia (secondo le indicazioni del medico);

-le dosi di farmaco (ipoglicemizzanti orali o insulina) con eventuali effetti indesiderati;

-l’attività fisica;

-eventi importanti (feste, gare sportive, impegni stressanti di lavoro). 

Che i dati siano registrati su un’ agenda, su un quaderno dedicato o su un supporto digitale è importante che venga compilato costantemente.  Una o due volte a settimana, quotidianamente o anche più volte al giorno, a seconda della terapia in atto. Questo permette di avere consapevolezza di come la glicemia si modifica in base a ciò che si mangia e ai farmaci, di come si stanno modificando le proprie abitudini alimentari, di come si reagisce ad una diagnosi di malattia cronica. 

Si possono utilizzare schemi pre-impostati disponibili in rete, oppure ritagliare uno spazio nell’agenda degli impegni quotidiani, o anche impostare un file personalizzato. Esistono anche App che permettono di interagire con il glucometro. L’importante è che si scelga un supporto e una tabella che sia di facile compilazione, che sia sempre a portata di mano, che faccia venire voglia di compilare il diario. 

Si stanno per esempio rivalutando i vantaggi della scrittura a mano e del tenere un diario in generale: la registrazione quotidiana degli avvenimenti o delle riflessioni personali, offre un momento per ragionare sui propri obiettivi, celebrare i piccoli successi, o capire cosa non ha funzionato davanti ad una piccola sconfitta. È anche un modo per ritagliarsi del tempo per sé, e per instaurare nuove buone abitudini da inserire in uno stile di vita sano. 

 

IT20DI00020

FacebookEmailCopy Link