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Vivere il diabete

Controllare lo stress per controllare il Diabete

Tempo di lettura: 4,5 minuti

Scritto da: Livia Gamondi 

Non è solo una questione di testa, c’entra anche l’insulina.

Controllare lo stress per controllare il Diabete

Lo sappiamo tutti che convivere con il Diabete di tipo 2 significa tenere sotto controllo peso, evitare la sedentarietà, avere un sonno regolare, limitare gli alcolici e dimenticare il fumo. Ma anche lo stress deve essere controllato insieme alle cause che lo provocano. Infatti, può innescare un processo di infiammazione cronica, che a sua volta può aprire la strada a un peggioramento del Diabete e a problemi cardiovascolari.

I ritmi a cui siamo perennemente sottoposti, lavoro, pendolarismo, famiglia (cui si aggiunge ora anche la pandemia da Covid-19 con i mutamenti nelle abitudini e nei rapporti sociali che comporta) sono i principali fattori che favoriscono situazioni stressanti. Gli ormoni dello stress, tra cui il cortisolo, sono legati alla corretta funzionalità di numerose attività dell’organismo, una di queste è tenere sotto controllo i livelli di zuccheri nel sangue, e l’insulina è uno degli ormoni coinvolti nella risposta. E nonostante abbiano svolto il loro lavoro per affrontare la “minaccia”, se lo stimolo stressante persiste continuano ad essere

attivi a lungo e questo può provocare elevati livelli di glucosio nel sangue e di insulina. Poiché nelle persone con Diabete di tipo 2 la secrezione è difettosa, questo oltre a causare un accumulo di glucosio nel sangue alla lunga se non controllato adeguatamente, può provocare complicanze. Alcune note come problemi cardiovascolari, ma anche disturbi della vista e insufficienza renale.

Lo stress non è uno solo

Sono due i tipi di stress: uno buono che permette di compiere azioni che ci fanno superare i problemi, e uno cattivo che si mantiene nel tempo e provoca danni di tipo ossidativo e infiammatorio all’organismo. Le spie sono difficoltà a concentrarsi, sensazione di tensione, sonno disturbato e mal di testa, ma anche tensione muscolare, respiro corto e affannato, variazione del battito cardiaco, bruciore allo stomaco e disturbi legati alla sfera sessuale.

A causarlo possono essere questioni fisiche o psicologiche. Spesso alla base ci sono problemi di lavoro, questioni economiche, un grave problema di salute di un familiare. Ma anche situazioni transitorie, come un esame da sostenere o un colloquio di lavoro e il traffico quotidiano, nonostante siano in generale limitate nel tempo, alla lunga possono generare un peggioramento della salute.

Stress vuol dire cambiare

Decidere di fare un cambiamento è sempre positivo, anche se piccolo. Si può cominciare con fare l’elenco delle situazioni e delle cose che ci mettono in una situazione di stress e poi al lavoro per sbarazzarci di ciò che ci crea disagio. Ognuno di noi ha metodi e preferenze per poter liberarsi della tensione, e proprio seguendo le inclinazioni personali possiamo iniziare una nuova attività riprenderne una che avevamo accantonato magari per mancanza di tempo. E allora incominciamo a “riappropriarci” del nostro tempo facendo un po’ di moto.

Stress e attività fisica

L’attività fisica produce numerosi benefici: contribuisce a tener sotto controllo il peso, migliora l’attività cardiovascolare, aumenta la produzione di endorfine e anche la qualità del sonno. Fare attività fisica all’ aria aperta nel verde e in compagnia oltre ad essere più piacevole è anche più stimolante. Entrare a far parte di un gruppo amatoriale di fitwalking o nordic walking permette di conoscere persone nuove con cui condividere degli obiettivi di miglioramento. Ma anche camminare senza fermarsi a passo sostenuto per almeno 30 minuti ogni giorno è di aiuto. Il numero dei “runners” è in costante aumento, praticamente in ogni città, grande o piccola, c’è almeno un gruppo. Correre all’inizio è una gran fatica, ma poi ci si prende gusto ed è facile trovare delle gare podistiche quasi in ogni località. Attenzione però a consultare sempre il proprio medico o diabetologo prima di intraprendere l’attività.

Praticare attività “Conscious” come pilates, yoga o Tai Chi, ha importanti benefici sull’umore e sulla gestione dello stress in quanto sono esercizi sia per il corpo sia per la mente che permettono di sviluppare concentrazione, controllo, precisione e coordinazione tra il corpo e la mente. Sono attività che richiedono costanza e i miglioramenti si vedono con il tempo, ci si sente più elastici e la muscolatura profonda più tonica.

Libri e musica per alleviare lo stress

La lettura è di grande aiuto, leggere un buon libro che ci appassiona ci fa estraniare ed essere per qualche tempo in un mondo diverso. Infatti, la lettura impone al nostro cervello di sognare e rallentare, di produrre immagini diverse da quelle che vediamo sugli schermi tutto il giorno.

Ascoltare musica fa bene, meglio se classica: rilassa, rallenta il battito, ma va bene qualunque melodia. Mentre la si ascolta si sente un senso di euforia che è dovuto alla produzione di endorfine, gli ormoni del buonumore, potenziano le difese immunitarie, innalzano la soglia del dolore e abbassano lo stress.

Attività di gruppo per rilassarsi

Imparare qualcosa di nuovo, come iscriversi a un corso di pittura o di ceramica. E perché non un corso di cucito. Trascorrere del tempo lavorando con le mani e vederne concretamente i risultati migliora l’umore e anche l’autostima. Un corso di teatro è impegnativo, richiede costanza, studio e poi c’è lo spettacolo finale. Ma tutto questo permette di pensare a un obiettivo preciso. E lo stesso vale per un corso di ballo o di lingua straniera.

Prendersi cura di qualcosa combatte lo stress

Adottare un cucciolo, e se è un cane significa anche impegnarsi a portalo fuori, più volte al giorno e non importa se piove, e dunque muoversi e camminare. Contribuisce ad aumentare l’autostima a favore anche di uno stato emotivo più rilassato, e gli animali sembrano anche migliorare le relazioni sociali, così come le performance individuali, lavorative o scolastiche.

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Livia Gamondi 
Giornalista pubblicista, membro Unamsi e collaboratrice di Corriere salute.it, Viversani e belli e di alcune associazioni pazienti in ambito ematologico e malattie rare