FacebookEmailCopy Link

Vivere il diabete

Stanchezza costante: campanello d’allarme per il Diabete Tipo 2, ecco come combatterla

Tempo di lettura: 5 minuti

Scritto da: Livia Gamondi 

Sintomo, ma anche campanello d’allarme del Diabete Tipo 2 la stanchezza non è da sottovalutare

Stanchezza costante: campanello d’allarme per il Diabete Tipo 2, ecco come combatterla

Mancanza di energie, stanchezza e conseguente sonnolenza sono condizioni frequenti. Spesso è colpa del glucosio, lo zucchero, che si accumula nel sangue in quantità eccessive e non riesce a fornire l’energia necessaria all’organismo.

Il Diabete Tipo 2 è dovuto a un’insufficiente azione dell’insulina che in generale non è sufficiente a soddisfare i bisogni dell’organismo. Questo causa un incremento del glucosio nel sangue, l’iperglicemia. Ma il glucosio, il nutrimento necessario alle cellule, non arriva e questo genera una costante stanchezza. Inoltre, le persone con Diabete Tipo 2 spesso sono sovrappeso o obese, hanno colesterolo alto e sono ipertese. Tutti questi fattori sono coinvolti, in un modo o nell’altro, nell’aumentare il rischio di dormire male e dunque la sensazione di una stanchezza costante, da cui non si riesce a liberarsi.

I disturbi del sonno nei diabetici

I disturbi del sonno si manifestano in diversi modi, dalle apnee notturne, al bisogno di andare in bagno più volte durante la notte fino alla “sindrome delle gambe senza riposo”. Affrontarli significa lavorare su più fronti: alimentazione, evitare la sedentarietà, dormire bene e un numero di ore adeguate, infatti godere di un sonno di buona qualità e nei momenti giusti garantisce la salute mentale e fisica. E naturalmente niente fumo e limitare il più possibile gli alcolici. Nelle persone con Diabete un numero di ore non sufficiente, almeno 6 o 7 ore secondo le abitudini personali, può causare livelli di glicemia più alti il giorno dopo. E in chi non ha il Diabete, ma già sono presenti fattori di rischio, dormire male e poco può portare all’insulino-resistenza e a un più alto rischio di sviluppare il Diabete Tipo 2.

Le abitudini sane da seguire

Modificare ciò che portiamo a tavola e fare del moto è la prima cura. Seguire una dieta ben equilibrata e bilanciata, che prevede il corretto apporto di tutti i nutrienti e che serve a tenere sotto controllo gli zuccheri nel sangue e anche il peso. È importante preferire gli zuccheri complessi ad assorbimento lento, come l’amido rispetto agli zuccheri semplici (glucosio e saccarosio) che sono ad assorbimento veloce. E moderare l’utilizzo di grassi saturi, quelli di origine animale, come burro e latticini e preferire i polinsaturi come olio d’oliva.  Un’alimentazione eccessiva rispetto al bisogno reale dell’organismo o troppo ricca costringe il pancreas a un super-lavoro per la produzione dell’insulina necessaria, tuttavia la sovrapproduzione potrebbe non essere ancora sufficiente. Tenere sotto controllo il peso è un grande aiuto per controllare il Diabete.

Per stare in forma non sono necessarie ore di palestra o chilometri di corsa, è sufficiente camminare a passo svelto, tutti i giorni. Una attività fisica aerobica quotidiana commisurata allo stato di salute e all’età contribuisce a diminuire i livelli di glicemia nel sangue, a non aumentare di peso, alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, e determina un effetto positivo sul benessere generale e anche all’umore. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda 30 minuti al giorno 5 volte a settimana di moto.  Camminare è un’attività aerobica alla portata della stragrande maggioranza delle persone, non serve un’attrezzatura particolare, bastano scarpe comode e avere l’accortezza di farlo a un ritmo regolare, senza accelerazioni e senza fermarsi. Ma anche andare in bicicletta, nuotare o iscriversi in palestra o a un corso di ballo o danza. Tutto contribuisce a far sentire meglio e a produrre quella sana stanchezza fisica che migliora anche la qualità del sonno. Si consiglia però di programmare sempre l’attività fisica con il proprio medico o diabetologo.

Le 10 regole per dormire bene

  1. Andare a letto e alzarsi sempre alla stessa ora;
  2. Evitare di bere alcol in eccesso almeno nelle 4 ore prima di andare a dormire e non fumare;
  3. Evitare le bevande che contengono caffeina nelle 6 ore che precedono il momento di andare a letto: caffè, tè e molte bevande gassate, e anche il cioccolato;
  4. Evitare cibi pesanti, speziati o particolarmente dolci almeno 4 ore prima del momento di coricarsi;
  5. Fare attività fisica regolarmente, ma è importante che non venga fatta prima di andare a letto;
  6. Limitare il “pisolino” a non più di 20 minuti, soprattutto se si soffre di insonnia ed evitare di farlo verso sera;
  7. Usare un letto comodo;
  8. Mantenere una temperatura adeguata, non troppo calda né troppo fredda, e una buona ventilazione nella camera dove si dorme;
  9. Evitare tutti i rumori e per quanto possibile eliminate la luce;

Power nap: cos’è e come funziona?

È il pisolino veloce per ricaricare le batterie. Dura dai 10 ai 20 minuti, 30 massimo ed è un aiuto a per i cali di concentrazione, energia e per combattere la veglia prolungata e la deprivazione di sonno. Mai superare i 30 minuti per non rischiare di imbattersi nella cosiddetta inerzia da sonno, cioè il risveglio improvviso da una fase di sonno, e si fa fatica a riprendere e le attività, ma senza una chiara consapevolezza di ciò che si accadendo.

 

IT20DI00044

FacebookEmailCopy Link
Livia Gamondi 
Giornalista pubblicista, membro Unamsi e collaboratrice di Corriere salute.it, Viversani e belli e di alcune associazioni pazienti in ambito ematologico e malattie rare